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I primi insediamenti umani in Calabria risalgono al paleolitico; nel neolitico e nella sua fase conclusiva - l'eneolitico. Stanziamenti paleolitici sono stati rinvenuti a Praia, Scalea, (Grotte di Talao), Cirella e Papasidero; stanziamenti neolitici, oltre a Papasidero, a Favella (alta valle del Crati), Girifalco e nelle Grotte di S. Angelo (Cassano); resti dell'età del bronzo sono stati scoperti nelle citate Grotte di S. Angelo, a Nocera Terinese e Tiriolo; testimonianze degl'inizi dell'età del ferro sono le necropoli pre-elleniche di Amendolara, Francavilla, Cirò, Serra d'Aiello, Nicotera, Grotteria, Roccella, S. Eufemia d'Aspromonte, Locri, Calanna e Reggio.
In epoca protostorica la Calabria era abitata prevalentemente da popolazioni tra di loro affini: Enotri (nella fascia tirrenica centrale e settentrionale), Choni (nella fascia jonica centrale e settentrionale) e Itali o Morgeti e Siculi al sud; dagl'Itali, il cui nome risale all'animale totemico (il vitello, in osco " vitluf " in latino <<vitulus>>), la regione prese il nome ITALIA (VI sec. a.C.) che si estese quindi a tutta la penisola.Con l'arrivo dei primi coloni greci, si ebbero le prime città. Reggio fu fondata dai coloni Ioni, nel 744 a.c., mentre è opera degli Achei la fondazione che era stata costruita sul promontorio di Zeffiro, che la difendeva dai venti dell’ovest.
Durante i primi secoli della colonizzazione greca, Sibari rappresentava la più ricca e popolosa città dell’antichità, nota per l’espansione dei commerci e per la raffinatezza dei costumi. Sibari però fu costretta a declinare a causa dell’emergente città di Crotone. Fù l’arrivo di Pitagora da Samo a far diventar Crotone centro culturale della Magna Grecia. All'inizio del IV secolo, Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, unificò le tre città di Sibari, di Crotone e di Locri con lo scopo di opporsi alla pressione del popolo dei Bruzi. In seguito, intorno al III secolo, queste polis greche si allearono con gli stessi Bruzi, ai Lucani, a Taranto e a Pirro per contrastare la allora emergente città di Roma, la quale tuttavia li sconfisse nel 273 e nel 272 a.c..Fu la stessa causa a costringere le città calabresi a schierarsi a fianco d’Annibale durante la seconda guerra Punica contro Roma, subendo anche questa volta l’ennesima sconfitta.
Dopo il memorabile scontro tra romani e bruzi del 275 a. C. , i romani restarono padroni del campo, imponendo pesanti condizioni ai vinti. I Bruzi riuscirono a mantenere la propria confederazione, ma subirono la confisca di gran parte dei propri territori, che diventarono dopo il 270 a.c. ager pubblicus, vale a dire proprietà del popolo romano. Ridotti alla povertà, la ribellione dei Bruzi esplose nel corso della seconda guerra punica. Infatti, dopo la vittoria di Annibale a Canne (216 a.c.), i Bruzi si schierarono con Cartagine, mentre le città magnogreche insieme a Consentia con Roma.
I Romani strinsero la regione in una morsa di ferro e cercarono di rimuoverne la cultura e le tradizioni, soprattutto quelle magno greche. In seguito la regione fu chiamata Brutium, nome con il quale s’identificò fino alla conquista bizantina. Furono tuttavia intensificate e migliorate le vie di comunicazione con la costruzione nel 132 a.c., della Via Popilia, per opera del console P. Popilio Lenate, strada che portava da Capua a Reggio e che diventò l'asse dove si svolse lo sviluppo della regione, e l’agevolamento della traversata dello stretto dalla Calabria verso la Sicilia. La regione trovò qualche tranquillità e benessere solo ai tempi di Teodorico (494-526) e di Flavio Aurelio Magno Cassiodoro (ca 490-583),che ricoprì le più alte cariche pubbliche.

Con la avvento dei Bizantini nel 535 d.c., dopo la guerra greco-gotica, protrattasi fino al 553, si ha una ripresa economica dell’intera Calabria. Tale periodo di tranquillità venne però contrastato dalle incursioni dei Longobardi, fino al X sec. i quali per circa due secoli (VI-VII) s’impadronirono di Cosenza, incorporandola nel Ducato di Benevento. Alcuni "uomini del Nord", detti Normanni,dopo aver conquistato la Campania, conquistarono tutta la Calabria, che era in piena decadenza, riuscirono a dare alla regione e alla popolazione un periodo di sicurezza difendendola dalle razzie dei saraceni e favorendo l’agricoltura e gli scambi soprattutto con la Sicilia, tutto questo migliorò ancor di piu grazie agli gli Svevi (1214-66) e soprattutto a Federico II fu una consistente ripresa economica e culturale, con la creazione di nuove città, quale Monteleone, nei pressi della greca Ipponio, e la realizzazione dei famosi castelli federiciani.
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