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Speciale Pane in Calabria

Il pane in Calabria è un'antica tradizione. Infatti, esiste ancora il "pane di casa", quello prodotto all'antica maniera, genuino, friabile, profumato e, perchè no, appena sfornato.

Si fa un largo consumo della famosa "pitta", il pane a forma di ciambella e di varie qualità di pagnotte provenienti da piccoli paesi dove i metodi di produzione sono ancora quelli di un tempo. D'altra parte quella calabrese è una cucina che richiede il costante accompagnamento del pane, senza il quale non si gusta a sufficienza.

Date un'occhiata alle ricette che proponiamo questo mese e diteci se non vi viene voglia di gustarle accompagnate da una fetta di buon pane croccante.

Diversi i tipi di pane legati alle tradizioni religiose, come il pane ai semi di finocchio preparato per la festa dell'Immacolata; la versatile "pitta", ottima per essere consumata a colazione, ma può anche essere farcita con le uova nel periodo di Pasqua, con verdure ed altri prodotti nel resto dell'anno.

Un aspetto molto importante è la cottura del pane nel forno a legna tradizionale, utilizzando legna dei boschi, o meglio ancora legno e rami secchi di ulivo e di arancio, per dare fragranza e profumo al pane.

Sono questi elementi che caratterizzano l'odore, il sapore, la digeribilità e la conservabilità del pane tipico.

Anche i sistemi di coltivazione di un tempo contribuivano ad assicurare un ottimo pane. Il grano mietuto a mano e sistemato in covoni rimaneva di solito all'aperto per qualche settimana e durante questo tempo poteva prendere l'umidità notturna. Anche qualche piovasco poi attivava gli enzimi della fermentazione.

Pagnotte, pitte, michette, panini, crocette, grissini; al sesamo, alle noci, all’olio d’oliva, al rosmarino, all’aroma di finocchio, alle patate, ecc, cotto a legna e no, si possono vedere e anche assaggiare appena sfornate, durante le numerose feste dedicate a questo gustoso e raffinato alimento.

Ad Altomonte pittoresco borgo, situato sulle pendici del Pollino, sono oltre cento, gli eventi che si svolgono ogni anno. Nel borgo antico, per la Gran Festa del Pane, predisposti lungo un preciso itinerario, opportunamente segnalato per i visitatori, che inizia dall’anfiteatro e sale fino alla maestosa chiesa di Santa Maria della Consolazione, oggi sede del Museo, sono stati compiuti i lavori, per il recupero di 20 forni, situati in altrettante abitazioni. In questi forni, durante i giorni dell’evento, esibiscono la loro professionalità molti fornai convenuti da tutta Italia. Oltre ai fornai calabresi, infatti, sono presenti fornai siciliani, emiliani, toscani, pugliesi, lucani, trentini, veneti, sardi.

 

Il "pane di Cerchiara di Calabria" è un fenomeno a sé stante già per le dimensioni: il peso va dai 2 ai 3 chili e mezzo, la forma è rotonda con un rigonfiamento laterale (rasella) ottenuto ripiegando la pasta su se stessa. Le forme riposano in larghi cassettoni di legno adagiate su un telo per poi essere sagomate e cotte nel forno (a circa 300 gradi) alimentato con legna di castagno e faggio.

 

A Rogliano (borgo calabrese in provincia di Cosenza)  il pane è l’alimento fondamentale. Il Rione rinomato per il suo pane è Cuti; qui sin dal 1700 si potevano contare circa 5-6 forni pubblici, e numerosi altri forni privati disseminati nei poderi della  zona. I mulini della zona, sistemati sui corsi d’acqua dei torrenti Lara e Calabrici, gestiti dagli stessi abitanti del rione o da famiglie conosciute, permettevano di macinare il grano, fornendo cosi i   30 kg di farina che le famiglie erano solite impastare.

Quel profumo, quel modo di lavorare secondo la tradizione, quel Buon Pane di Cuti a lievitazione naturale, cotto in forno a legna non è andato perso. E’ a Cuti che un gruppo di giovani con la sola voglia di fare, di portare avanti con passione e tramandare, proprio come avevano fatto le loro mamme e le loro nonne, decidono di far rivivere quei sapori, quei magici e inebrianti profumi, di diventare produttori di cose buone, genuine. Dal 1985  il Panificio Gallo V. & C. sas, meglio conosciuto come Panificio di Rogliano “Cuti” offre al mercato gastronomico nazionale prodotti di estrema qualità, frutto dei suggerimenti della vecchia generazione, arricchendo e valorizzando l’arte antica della panificazione.

 

Pellegrina e Ceramida, entrambi frazioni di Bagnara Calabra, rappresentano da sempre, il pane. I forni producono pane dal sapore antico e con farina locale che ne fanno certamente un elemento principale per la riuscita dello stesso. Numerosi sono i visitatori domenicali che accorrono per comperare diversi tipi di pane, dal filoncino alla pitta, tipico pane schiacciato.

Ogni anno, il primo sabato di agosto, si svolge a Pellegrina e Ceramida, la Sagra del Pane di Grano, appuntamento atteso da moltissimi turisti e rinnovato da parecchi anni.

Durante tale occasione viene offerta ai visitatori ad un prezzo simbolico, la degustazione di prodotti tipici come il pane, la pitta, i granetti e il biscotto, conzati rigorosamente con olio, peperoncino e origano. I prodotti gastronomici vengono presentati su vassoi di ceramica prodotti dalle fabbriche artigianali locali e che poi resteranno ad ogni singolo degustatore.

 

Anche Cutro è rinomata in tutto il territorio regionale per la produzione del pane, caratterizzato da un freschezza lunga durata. Tale  prodotto è stato candidato per ricevere il marchio dop, infatti, viene esportato soprattutto in Emilia-Romagna, ed è considerato di ottima qualità.

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