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Lo Stemma

L'antichissimo stemma araldico della Provincia di Reggio Calabria è stato realizzato dal maestro Mauro Pieroni da Montespertoli, scultore in araldica. Esso consta di uno scudo partito in campi uguali di oro ed argento: due croci nere in campo argento nel mezzo scudo a sinistra, a memoria del valore dei Crociati Calabresi, sotto la guida di Boemondo Duca di Calabria nelle guerre per la liberazione di Gerusalemme: i guerrieri della Croce, dopo adorato il Santo Sepolcro, erano cinti Cavalieri, in ricompensa degli eroici sforzi e degli aiuti prestati nella guerra di Gerusalemme. Da questa cerimonia ebbero poi origine, come è noto, i Cavalieri di Gerusalemme, chiamati poi Cavalieri di Malta, e l'istituzione dei Templari. I quattro pali perpendicolari vermigli in campo oro nell'altra metà a destra sono le armi aragonesi, poste da don Ferdinando di Aragona, Duca di Calabria.Le croci sono soltanto due perché la Calabria era divisa in due province, e sono entrambe in una sola parte dello scudo per significare che ambedue le province erano sotto il dominio di un solo Signore. I quattro pali, poi, sono uniti nello scudo alle armi di Calabria per mostrare l'unione della Calabria alla dinastia degli Aragonesi. La corona è d'oro con gemme. Lo stemma, di cm 90 x 75 x 8 di spessore con rilievo della corona di cm 16, esposto nel Salone "Mons. Ferro" del Palazzo Provinciale, è scolpito su legno pregiato "pinus cembico" e rifinito in foglia d'oro zecchino 24 carati, foglia d'argento vero 1000 e colori a tempera anticati. Nello Stemma le perle della corona ducale sono bianche, le bacche d'oro, il nastro tricolore.
Lingua e Diletti
Il dialetto reggino (nome nativo u 'rriggitànu) è un idioma parlato nella città di Reggio Calabria e in gran parte della Calabria meridionale, grossomodo nel territorio della provincia di Reggio Calabria, anche nelle sue varianti parlate sul versante jonico e nella Piana di Gioia Tauro.
Il reggino è uno dei dialetti di tipo siciliano (lingua Calabro-Sicula) appartenenti al gruppo dei dialetti della Calabria, la cui variante più pura è parlata tra Scilla e Bova, dove presenta un'assenza delle consonanti "dure", tipiche nella cadenza del resto della Calabria.
Reggio, terra di miti e di leggende.
Un fenomeno unico al mondo che avvolse di mistero la città è quello che fu creduto dagli antichi opera della fata Morgana, la regina tra le streghe dei poemi cavallereschi.
Nelle prime ore del mattino, in determinate condizioni, ad uno spettatore che si trova sulla costa reggina e guarda la riva opposta della Sicilia, potrebbe capitare di osservare per poco tempo, come se fossero molto ravvicinate, immagini in movimento della sponda opposta, pur se si trovano a notevole distanza.
Quando le immagini appaiono semplici e dritte il fenomeno è detto Fata Morgana semplice; quando si ha una visione di immagini multiple o in concorrenza con oggetti reali o confusi con essi in piani diversi, si parla di Fata Morgana multipla.
Racconta una leggenda probabilmente d'età normanna che durante un'incursione di Barbari il loro re, guardò dalla costa ionica la sponda opposta e vide un'isola incantevole con spiagge coperte di aranci e di ulivi, con un gran monte fumante – l'Etna – e una terra ubertosa, pensò di raggiungerla, d'un tratto vide una fanciulla che gli indicava la strada per entrare in Sicilia ma egli perì miseramente nelle acque dello Stretto.
Questa fanciulla era Fata Morgana. Il fenomeno, unico al mondo, potrebbe confondersi con il miraggio che si verifica nei deserti o in pieno oceano, in realtà anche se si tratta di un fenomeno ottico è dovuto a cause concomitanti: ai vapori cristallini che funzionando da lenti, a guisa di diaframma si dispongono fra le due rive, alla speciale configurazione topografica di Reggio e dello stretto, alle maree e al soffio dei venti. La concorrenza di tanti fattori determina un fenomeno unico al mondo. Oggi sul lungomare di Reggio Calabria è posta una statua ispirata alla leggenda della fata Morgana, costruita con materiale che cambia colore con la luce del sole.
Corpus Domini – Mammola (RC)
La tradizionale ed antica festività cattolica si svolge ogni anno la domenica del Corpus Domini (la data della sua celebrazione è fissata 63 giorni dopo Pasqua, ovvero 9 domeniche dopo quella di Pasqua), nelle vie del centro storico di Mammola, molto pittoresco e tipico della Calabria, che ha mantenuto viva questa festa che coinvolge l'intera comunità.
Questa festa si caratterizza per la partecipazione popolare alla Processione lungo le vie del paese, riccamente addobbate, che con tanta devozione si intonano i canti antichi, poi si sosta presso tutti gli "altarini" e le quattro Chiese, il Sacerdote poggia l'ostensorio del Santissimo Sacramento sull'altare ed effettua la benedizione, gli "altarini" poi diventano meta di visita dei fedeli che sono in Processione.
Festa della madonna della Consolazione – Reggio Calabria.
Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio, si fa risalire ad una famiglia genovese che tra la dine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portandovi un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devoto. Il secondo sabato di settembre di ogni anno a Reggio Calabria si celebra la patrona, con una splendida processione che porta la "Vara" con l'effige della Madonna.
Il dipinto viene trasportato dai Portatori della Vara dalla Basilica dell'Eremo (o Santuario di Santa Maria della Consolazione, nella parte alta della città) fino al duomo di Reggio Calabria (vicino al mare, percorrendo a piedi 9 km), attraversando nella fase finale il corso Garibaldi, principale direttrice del centro cittadino; la Vara così giunge a piazza Duomo dove, prima di essere portata dentro la cattedrale, è oggetto della tradizionale "Volata", l'ultima fatica dei portatori che consiste nel fare un giro della piazza di corsa sotto il peso dell'immane effige. La processione, sicuramente una tra le più imponenti in Calabria e Sicilia, è tra le più importanti feste religiose d'Italia, e richiama a Reggio durante le celebrazioni migliaia di fedeli dalle due regioni. I fedeli trascorrono la notte che precede la processione in preghiera alla Basilica dell'Eremo, dove fuori, in piazza, i portatori della Vara nell'attesa si intrattengono suonando e ballando la caratteristica "Tarantella", che contribuisce a rendere la nottata un evento a sé. Durante i giorni di festa la città muta il suo aspetto con spettacoli, musica, danze popolari, luna park, bancarelle e piatti tradizionali come ad esempio le frittole, o le 'Nzuddhe.
Festival Grecanico – Bova (RC)
Nel periodo estivo Bova è sede di un importante iniziativa, quella del Festival dell’Arte Grecanica, infatti ogni anno, convegni e scambi culturali con i paesi greci, si susseguono per mantenere salde, le tradizioni di un tempo.Anche a Bova, si conservano le tradizioni grecaniche, infatti la cittadina, fa parte della comunità dei Greci di Calabria.
Palio di San Rocco

Il Palio di San Rocco è una manifestazione che si svolge annualmente a Reggio Calabria, in località Pozzi (in dialetto reggino Puzzi). Esso prevede una competizione tra le 5 contrade della Parrocchia di Maria SS. Assunta in Armo (RC): la Fontana Vecchia, la Meta, il Noce, la Torre e il Trappeto.
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