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E’ stato il più celebre lottatore greco antico.
Da ragazzo, si narra che per allenare la sua forza portasse sulle spalle un vitello. La sua prima vittoria alle Olimpiadi la ottenne a soli 15 anni , partecipò e vinse nella categoria della lotta nel corso della sua vita fu capace di sei vittorie olimpiche disputate fra il 540 a.C. e il 512 a.C. e di altre sei vittorie ai Giochi Pitici, dieci ai Giochi Istmici e nove ai Giochi Nemei. La sua specialità era il orthopale, un tipo di lotta.
Per le sue imprese un tifoso di nome Dameas gli fece erigere una statua nello stadio di Olimpia, in cui era rappresentato ritto su un disco con i piedi uniti.
Era noto, oltre che per la grande forza, anche per il grande appetito. Pare, infatti, che una volta avesse portato di peso un toro di 4 anni allo stadio, fatto un giro di campo con l'animale sulle spalle, che l'abbia ucciso con un colpo solo e che se lo sia mangiato tutto nello stesso giorno.
Morì in tarda età divorato dai lupi, perché rimase incastrato (e incapace di muoversi) nella fenditura fatta a mani nude al tronco di un ulivo secolare sacro alla dea Hera, antistate appunto al tempio Crotonese di Hera Lacina.
Oltre alla famosissima capacità atletica, Milone, si dimostrò un ottimo combattente: infatti nella lotta scoppiata tra la colonia Sibarese e quella Crotonese, con la sua supremazia bellica, guidò l'esercito di Crotone alla vittoria.
Milone è noto anche per essere stato discepolo di Pitagora.
Sua figlia si sposò con il medico e pitagorico Democède di Crotone.
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