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La Storia - Pag. 2

Carlo di BorboneInfatti, vennero eretti o ricostruiti i castelli di Cosenza e di Nicastro, di Monteleone e di Roseto Capo Spulico, di Rocca Imperiale e di Belcastro e di Saracena. A partire dal sec. XV si ebbe un periodo di decadenza economica Est politica, di invasioni esterne e di lotte interne. Mentre la regione era soffocata dal gravoso fiscalismo degli Angioini con a capo Carlo D’Angiò , e poi degli Aragonesi con Re Alfonso D’aragona , fu probabilmente da questa situazione che ebbe inizio la problematica meridionale con le numerose rivolte dei contadini e le repentine repressioni dei baroni. Sotto il governo spagnolo, infatti, a causa del crescente strapotere dei baroni locali, la situazione economica e politica andarono peggiorando e aumentò perciò il malcontento del popolo.Seguì il periodo borbonico con le riforme di Carlo di Borbone che fecero sentire i propri effetti anche in Calabria.

Infatti, la regione cresceva e si sviluppava in modo più ordinato con l'istituzione del Catasto Generale (che introduceva un sistema fiscale moderno), del Supremo Tribunale del Commercio (che coordinava le attività economiche) e il potenziamento della flotta mercantile (per cui anche i porti di Reggio e Crotone aumentarono in modo considerevole i propri traffici). Ma nel 1783 successe l'imprevedibile. Un terremoto immane interessò la Calabria meridionale, con epicentro nella Piana di Gioia, dove le sciagure sono devastanti. Interi paesi vennero distrutti, montagne si spaccarono, fiumi strariparono. Era il 5 febbraio. Passò poco ed il 28 marzo si registrò un'altra scossa che addirittura provocò un abbassamento di tutta la parte centrale della regione. Il 14 febbraio 1806 le truppe francesi occuparono Napoli e sul trono s'insediò il fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte. Trovò in Calabria le prime e più irriducibili resistenze.

Regno delle due Sicilie

La regione acquistò un'immensa notorietà e venne paragonata in tutta Europa alla Vandea, che si era opposta strenuamente all'avanzata della Rivoluzione. Si era da poco insediato il nuovo monarca che subito, insopprimibile, scoppiò una rivolta, che non accennò a placarsi fino alla fine della dominazione francese. Con il Congresso di Vienna, nel 1815, sul Regno del Sud ritornavano i Borbone, Ferdinando IV, ritornato sul Regno, lo chiamò delle Due Sicilie. A seguito dell'insurrezione di Cosenza del 15 marzo, che provocò la morte di quattro gendarmi e di altrettanti insorti, nel 1844 ci fu la spedizione di Attilio ed Emilio Bandiera che, partendo da Corfù, sbarcarono a Crotone; intercettati a S. Giovanni in Fiore, furono arrestati dalle autorità borboniche.

I Fratelli Bandiera

 

I fratelli Bandiera e i loro seguaci vennero fucilati nel vallone di Rovito, presso Cosenza, il 25 luglio del 1844. Ma durante questo secondo periodo borbonico si registrarono in tutta la Calabria importanti cambiamenti. Prima di tutto c'era la quasi completa possibilità di esercitare gli usi civici che consentivano a larghe masse di contadini di utilizzare i vasti demani della Sila e del Marchesato. La popolazione aumentò notevolmente tra il 1801 ed il 1861, passando dai 750.000 a 1.140.000 abitanti. Dopo l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d'Italia, sulle popolazioni calabresi si abbatté una serie infinita di tasse: la comunale e la provinciale, la tassa di famiglia e quella sul macinato, oltre all'inimmaginabile tassa di successione e all'impensabile leva obbligatoria.

Era davvero una rivoluzione, che a quel tempo veniva meglio definita dalle popolazioni calabresi, come " repubblica", in quanto sinonimo di disordine. E le rivolte, spontaneamente sorte contro i conquistatori, divamparono ancora di più dopo la morte di Cavour, coinvolgendo borghi e villaggi, città e campagne.Nel 1908 terrificante fu il terremoto calabro-siculo,  considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. Si verificò alle ore 5:21 del 28 dicembre 1908 e in 37 "interminabili" secondi danneggiò gravemente le città di Messina e Reggio Calabria, causando la morte di piu di 95000 persone e danni in quantificabili.  Fino all'inizio del secolo partirono quasi 280.000 persone, quasi tutte per gli Stati Uniti.

 

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