|
Nacque a Cosenza l'l Gennaio del 1759.
Educato da due ottimi sacerdoti divenne prete, e rappresentò il primo prete illuminista, cosa che provocò scandalo.
Nel 1783 un terremoto gli ispirò il Saggio di fenomeni antropologici relativi al tremuoto, in cui si trova una forte polemica contro il clero che spiega al popolo il fenomeno del terremoto come una punizione mandata da Dio.
Nel 1789 scrisse Memoria sull'ospedale di Cosenza e, nel 1789 con la rivoluzione francese, Salfi, da illuminista diventò giacobino, cioè un rivoluzionario. Iniziò così la sua storia di perseguitato che lo portò, dopo il 1799, a vivere in Francia, a Parigi, dove morì nel 1832. Massone, nel 1897 fece parte della Loggia "Amor di Patria" di Milano, costituita soprattutto da esuli.
Fu Membro del Grande Oriente d'Italia; il 30 giugno 1811 la Loggia "Napoleone" di Livorno gli conferì un proprio premio annuale per una memoria sulla "Utilità e i vantaggi di una Franca Massoneria sotto il rapporto filantropico e morale".
Nel 1807 firmò l'ultima pagina dello Statuto del Grande Oriente d'Italia, ìn qualità di Grande Oratore del Gran Consiglio Generale. Nel 1808 fu Maestro Venerabile della Loggia "Real Giuseppina" di Milano. Scrisse 47 opere, di cui 15 inedite. Il suo temperamento non era tragico ma, nonostante questo, scrisse le tragedie Corradino, Virginia bresciana e nel 1801 Pausiania.
Nel 1826 pubblicò il Resume de l'Historie de la literature italienne che venne stampato in italiano nel 1831 a Lugano col titolo Ristretto della Storia della letteratura italiana: dalle origini al primo Ottocento.
|