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L'antica strada per raggiungere la Sila si estende da Soveria Mannelli fino a Lamezia Terme.
Soveria Mannelli è un noto ed apprezzato luogo di villeggiatura estiva in provincia di Catanzaro. Il suo nome deriva probabilmente dal fatto che la tradizione la indica come una zona ricca di sughero (suveru in calabrese) e da un cognome derivante dal greco “matelios” (fazzoletto).
Motivo di orgoglio storico locale è il passaggio di Giuseppe Garibaldi dal paese, ricordato da una stele di marmo in Piazza dei Mille sulla quale è inciso il proclama che il generale lanciò all'Italia intera per annunciare la resa dei Borboni.
A Soveria non si può mancare una visita alla stazioncina ferroviaria delle vecchie Calabro-Lucane (oggi Ferrovie della Calabria), da cui passa la linea ferrata a scartamento ridotto Catanzaro/Cosenza, costruita tra il 1916 ed il 1934. La linea è ancora attiva ed è di grande suggestione percorrerne un tratto attraversando paesaggi incantevoli.
Altra realtà da scoprire è quella dell'antico lanificio Leo, specializzato nella vendita di tessuti artigianali, con l'annesso Laboratorio-Museo, con attrezzi, macchine ed utensili d'epoca.
A breve distanza da Soveria Mannelli si delinea Decollatura che, con i suoi 50 chilometri quadrati di territorio, rappresenta un'importante realtà economica e turistica della pre-Sila Catanzarese.
Il suo nome deriverebbe da “Deductio coloniae Turi”, stanziamento di una colonia di Turi: ai tempi di Annibale, volendo Roma punire le città meridionali che erano passate dalla parte del nemico, nel 204 a.C., smembrò la provincia di Turi (situata vicino Sibari) e costrinse gli abitanti a rifugiarsi verso l'interno.
Oggi Decollatura è composta da diversi centri abitati, ben collegati tra di loro, in cui è piacevole visitare i centri storici e le chiese, tutte risalenti alla metà del Settecento, tranne quella di S. Bernardo, più antica e recentemente restaurata.
Degno di nota è l'Osservatorio Astronomico di Adami che, grazie all'attività di una dinamica associazione locale organizza, soprattutto nella stagione estiva, interessanti e piacevolissime serate di osservazione pubblica.
Proseguendo nel nostro itinerario dopo un breve percorso raggiungiamo Platania, delizioso borgo che sorge, a 750 mt sul livello del mare, sulle pendici meridionali del Monte Reventino, uno dei contrafforti del massiccio silano che degrada dolcemente verso il Golfo di S. Eufemia e fa da sfondo ad antiche leggende popolari che raccontano di fate, gnomi ed altre creature fantastiche.
Dirigendosi verso il Golfo di S. Eufemia, ci godiamo il paesaggio offerto dalla strada panoramica sulla piana e sul Golfo che dà l'impressione di poter toccare l'isola di Stromboli, e, nelle giornate più terse, l'Etna innevato, e raggiungiamo Lamezia Terme.
La sua posizione centrale, a breve distanza dalle tre maggiori città della regione (Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria), ha reso la città uno snodo nevralgico per quanto riguarda i trasporti all'interno della regione stessa.
Tutta la zona percorsa nel nostro itinerario non è solo meta per gli appassionati di storia e natura, ma anche per i buongustai. Infatti, la cucina del posto è costituita da prodotti freschi e rigorosamente locali: funghi, patate (famose quelle di Decollatura), ortaggi di ogni genere (tipici “piparialli sutt'uagliu” e le melanzane al forno), castagne e vino casereccio. E, come ogni posto di montagna che si rispetti, la zona è nota per la preparazione dei derivati del maiale come i “frisulimiti”, “u suzzu”(gelatina di maiale cotta in aceto), “le frittole” e “u sanguinazzu” e per la lavorazione delle carni suine. Ottima è la soppressata preparata con regole ben precise: carne fresca di maiale, parte magra ricavata dalla coscia e dalla spalla, grasso costituito dal lardo, aromi esclusivamente naturali.
Tra le prelibatezze dolciarie bisogna gustare il sanguinaccio al cioccolato, i “turdilli” (fatti con la farina di castagne), la “guastella” (dal francese gastel che significa focaccia), i “buccunotti” (preparati con la marmellata d'uva), le “pastette” (a base di mandorle), i “taralli” (preparati in occasione delle feste patronali). Inoltre è noto anche il “nocino” un gustoso liquore a base di noci.

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